Ray Ban Classic

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Dopo la laurea, decide di studiare inglese ma, dopo soli tre mesi, lascia tutto per dedicarsi totalmente all’arte drammatica.La carriera televisiva e teatraleComincia la sua carriera nel 1979, partecipando a numerosi film e trasmissioni televisive. Nel 1979, è infatti il pilota della nave degli allora non troppo deformati dalla chirurgia estetica fratelli Bogdanoff nel programma di divulgazione scientifica “Temps X4”. Nel frattempo, per tre lunghi anni è l’assistente del mago Hugh Protat ma anche insegnante di oratoria all’cole de formation professionnelle des barreaux de la Cour d’appel di Parigi.

Perché se il pubblico lo conosce uno dei più grandi comici di una generazione, fuori scena Robin Williams ha dovuto combattere le dipendenze da alcol e droga, la depressione. “Sul palco era completamente a proprio agio, fuori sembrava molto più chiuso e trattenuto”, racconta Steve Martin. Ma è anche Williams stesso a raccontare nel documentario questa contraddizione che soltanto sul palco riusciva a risolvere: “La stand up per me è sopravvivenza.

Meglio della difficile vicenda matrimoniale al centro del primo, sono i ricordi delle quattro immigrate cinesi del secondo ad incontrare il gusto del cineasta e quella sua capacità di intenerire tenendo sempre alto il discorso.Su sua richiesta, lo scrittore Paul Auster estende un racconto di Natale scritto per il New York Times, ricavando così la sceneggiatura del giustamente lodato Smoke (1995). Tra i più risusciti della carriera di Wang, il film acquisisce la struttura episodica di Il circolo della fortuna e della felicità, seguendo le vite di diversi personaggi che orbitano intorno ad una tabaccheria di Brooklyn gestita dal filosofeggiante Harvey Keitel. E’ un microcosmo tenero e sfaccettato che ha il suo apice nella lunga sequenza finale in cui il tabaccaio racconta allo scrittore in crisi d’ispirazione di William Hurt una storia di Natale, parallelamente trasposta in immagine con stile, attenzione e una partecipazione mai ricattatoria.

Al commento originale, scritto dallo stesso Spagnoli, si alterna l’ironia dei cinegiornali d’epoca che arrivano anche a vaticinare una prematura scomparsa dagli schermi di Sean Connery. Spagnoli sta ben attento ad evitare il rischio dell’operazione nostalgia mostrandosi invece interessato a scoprire come quella sorta di crogiuolo produttivo ideativo abbia potuto costituirsi in un’Italia che usciva da poco dalle distruzioni causate dalla guerra. Segue così la miriade di personaggi che hanno fatto la storia del cinema sbarcando a Fiumicino con lo sguardo affettuoso di chi è loro grato per ciò che ci hanno lasciato in eredità: film indimenticabili..


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